Chiese chiuse

Oggi è domenica. Per la prima volta nella storia è stata emanata una disposizione che non vengano celebrate le messe in questo periodo in cui siamo tutti costretti a stare chiusi in casa, nella logica di evitare assembramenti.

Anche i cristiani devono adeguarsi. Non è facile in un tempo, tra l’altro particolare, come la Quaresima. Per i più giovani è una rinuncia, un cambiamento a cui si è sottoposti come tanti altri, per i più anziani è una grande sacrificio. Neanche durante la guerra hanno sospeso le messe. Questo assetto diverso ci deve fare riflettere. Un piccolo virus sta cambiando ritmi ed abitudini, ma ci sta facendo sospendere momenti importanti del nostro esistere: scuola, lavoro, fede, sport, interessi condivisi e socialità. Ci sta dicendo “Se per te queste cose sono tanto importanti, prova a viverle dentro di te…”.

E così questa sfida è offerta ai cristiani durante la Quaresima, il tempo di preparazione alla Pasqua, spesso identificato con un tempo di rinuncia e sacrificio. Sacrificio per noi, sacrificio per tutti. Niente messa nel periodo in cui persino i non praticanti si affacciano in chiesa. Prendiamolo come un invito, non solo per i credenti, ma per tutti: “Cerca dentro di te ciò che vivi di solito esternamente”.

Così sembra che quest’anno un tempo religioso di deserto e sacrificio stia diventando tempo di tutti.

Un’occasione per tutti di fare deserto. Attenzione! Il deserto non è solo il luogo dell’aridità e della fatica, ma è anche uno dei posti dove esplodono le fioriture più belle. È ricco di semi che aspettano solo il momento opportuno, le condizioni giuste di temperatura e umidità per poter germogliare. Restano lì anni, a volte secoli, e poi esplodono, a volte tutti insieme invadendoci con i loro vivacissimi colori. Il deserto è il luogo e il tempo in cui le domande incontrano meno ostacoli per emergere.

Nel deserto si soffre la sete, ma si nascondo i pozzi più belli, come ci insegna Il Piccolo Principe di Saint Exupéry che davvero ha vissuto l’esperienza fisica e spirituale del deserto:

“Il deserto è bello”, soggiunse. 

Ed era vero. Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio…  

“Ciò che abbellisce il deserto”, disse il piccolo principe, “è che nasconde un pozzo in qualche luogo…”  
Fui sorpreso di capire d’un tratto quella misteriosa irradiazione della sabbia. Quando ero piccolo abitavo in una casa antica, e la leggenda raccontava che c’era un tesoro nascosto. 
Naturalmente nessuno ha mai potuto scoprirlo, né  forse l’hai mai cercato. Eppure incantava tutta la casa. La mia casa nascondeva un segreto nel fondo del suo cuore… 

Anche noi in questi giorni di deserto possiamo scoprire il nostro tesoro. Forse qualcuno ha già individuato qualcosa. Buon cammino e buona ricerca. A volte tra le pareti di casa si cammina molto di più che per chilometri e chilometri lungo la strada.

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