Il diritto alle lacrime

La mattina, prima di iniziare a occuparci dei figli che in questo tempo richiedono molto più del solito attenzione, cura e coinvolgimento, ci soffermiamo a leggere qualche notizia e aggiornamento online.

Questa giornata è iniziata con la lettera toccante di una preside di una scuola di Bergamo che dice come nella sua scuola si sia inceppata la didattica a distanza per lasciare spazio al dolore, al lutto, alle lacrime.

Mentre leggevamo quelle righe e osservavamo le foto dei mezzi militari che trasportano i corpi delle persone a cui il coronavirus ha tolto la vita, pensavamo all’affannarsi (anche giusto) di questi giorni nel creare modalità giuste di didattica a distanza. Sono modi belli, anche sani di reagire al dolore e di andare avanti. Ed è bene.

Ma, allo stesso tempo, è bene lasciare spazio alle lacrime, al dolore e alla paura.

Bergamo, il lodigiano e gran parte della Lombardia, insieme al Veneto e all’Emilia Romagna sono state molto colpite dal coronavirus e in maniera violenta. Altre regioni un po’ meno.

Non sappiamo se toccherà anche alle regioni ancora poco coinvolte, non conosciamo l’evoluzione di questo virus. Sembra che, nell’incertezza, pur parlandone, abbiamo timore di lasciare spazio nelle nostre giornate alla paura, al senso di insicurezza e alla tristezza. E nel frattempo possiamo piangere con e per quelle famiglie che hanno perso nonni, genitori, parenti e amici. Non dobbiamo aver paura del pianto e del senso di disperazione.

Ben vengano anche questi momenti, ben vengano tutte le emozioni.

Se non attraversiamo la paura, lo smarrimento, anche il senso di angoscia non potremo affrontare ora e soprattutto dopo, quando tutto sarà finito, questo piccolo, ma aggressivo, nemico che ci sta facendo combattere.

Se non attraversiamo la paura, non riusciamo a farci davvero responsabili in questa lotta che ci chiede di rispettare regole e obbedire a decreti.

Se non attraversiamo i momenti di angoscia, non possiamo aprirci a barlumi di speranza.

Piangiamo, facciamo silenzio, gridiamo, distraiamoci, ridiamo insieme, se possiamo, cerchiamo spiragli di luce, emozioniamoci. I nemici ci vogliono rendere insensibili, noi reagiamo sentendo di più.

https://www.corrierecesenate.it/Dall-Italia/Una-preside-della-provincia-di-Bergamo-Scusate-ma-qua-si-e-inceppata-la-didattica-a-distanza.-E-un-ecatombe-e-il-dolore-rimane-chiuso-dentro-le-case?fbclid=IwAR2dsQMrxRBy65bg7_JTxg78wjMVnQkwD-fdvlADd9nhelt0ZEL8CAI5XFE

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