Supereroi della realtà

Murales di Yveviper a Padova, in zona ospedali

Ieri sera parlavamo con Gioele che ha quasi quattro anni. Ci chiedeva quando sarebbe andato via il coronavirus. Gli abbiamo risposto che i supereroi prima o poi lo avrebbero vinto. Lui ci ha detto che i supereroi sono nella fantasia. Ha fatto una faccia triste, pensando che senza supereroi il virus non lo avrebbe vinto nessuno. Allora gli abbiamo detto: “È vero, i supereroi sono del mondo della fantasia, ma forse ci sono altri supereroi tra noi che non conosciamo…”. Ha sorriso.  E allora il dialogo è proseguito: “Chi fa del bene agli altri è un supereroe?”. Lui: “Sì”. “Chi aiuta gli altri è un supereroe?”. “Sì”.  Dopo questa risposta si è addormentato sereno e il giorno dopo ci ha detto di aver fatto dei bei sogni.

In questi giorni sul web circolava un disegno di un medico nel gruppo dei supereroi. Sappiamo a quale stress, tensione e sofferenza, spesso impotente, sia sottoposto il lavoro dei medici, degli infermieri e di coloro che lavorano negli ospedali, dove è prezioso anche chi fa le pulizie e serve i pasti. Abbiamo visto tutti i volti stremati di uomini e donne a fine turno che non riescono a vedere la sera i propri figli perché già addormentati o che, ancora peggio, li tengono lontani per paura di farli ammalare. Vediamo spesso in televisione medici e professori che parlano e cercano di fare il punto della situazione. Ma quanti sono gli uomini e le donne che in silenzio si prendono cura di questa situazione drammatica. Immaginiamo il loro piegarsi sul letto dei malati, consolarli, cercare di placare la solitudine. Piccoli gesti di cura per chi lotta con un dolore immenso, non solo fisico, ma anche psichico, perché travolto dalla solitudine.

I nostri supereroi sono i medici e gli infermieri che lottano, chi cerca cure, chi salva vite. Ma sono supereroi anche le mamme e i papà che cercano di custodire i figli in uno stato di serenità, che creano mondi fantastici per farli volare in spazi belli e creativi e cercano di trasmettere fiducia nella vita. Sono supereroi i negozianti che aprono i negozi anche se chiunque ha timore di rimanere contagiato. Sono supereroi gli autisti degli autobus e dei taxi che continuano a garantire il servizio. Sono supereroi i volontari delle mense per i poveri. Sono supereroi coloro che si occupano della pulizia delle case e delle strade. Sono supereroi i creativi che cercano di non lasciare sole le nostre vite. L’elenco potrebbe continuare.

Due giorni fa si è letto di un condominio in cui è comparso un foglio che invitava una dottoressa a stare attenta al rientro a non contagiare gli abitanti del palazzo:

https://www.ilmessaggero.it/italia/coronavirus_pisa_condominio_cartello_contro_dottoressa_fai_attenzione_news-5132054.html?fbclid=IwAR0t_QYLuTy2TFhMcWMPnb8AxVPc6tP_3z-w9r9EpnMifdtasPS5LZBuf08

Orribile! Non vogliamo leggere storie così. Vorremmo che un medico che ritorna a casa si trovasse un ringraziamento, un piatto pronto, un mezzo di fiori.

Un supermercato, invece, ha scelto di fare saltare le code a chi lavora negli ospedali. Piccolo segno di gratitudine verso chi lotta ogni giorno, ogni ora, senza sosta.

Una caratteristica dei supereroi è la perseveranza e la forza d’animo. Per debellare questo virus servono tanti supereroi e tanti gesti di resistenza. Forza! Ce la faremo.

Buona resistenza a tutti!!

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