Ulivo condiviso

Una domenica della Palme senza palme e senza ulivi. In questo giorno abbiamo portato con noi l’immagine della Domenica di Passione dello scorso anno, che è stato per noi l’unico giorno della Settimana Santa vissuto perché poi Giordano ha deciso di nascere qualche giorno dopo. Per noi anche il 2019 è andato senza messe e senza riti. Però la Domenica delle Palme la ricordiamo, in particolare ricordiamo l’ulivo svolazzante in mano a Gioele che salutava il cuginetto suo coetaneo. Invece di abbracciarsi facevano danzare gli ulivi, in segno di pace e della gioia di incontrarsi. L’ulivo e le palme però in questo giorno, per molti, significano benedizione. Anche chi non ama molto i riti, partecipa alle liturgie delle Domenica delle Palme per portare a casa l’ulivo benedetto. È come portare a casa una benedizione, un auspicio di pace, un ramo che ci ricorderà durante l’anno che c’è uno sguardo che ci protegge. Quest’anno diversi sono riusciti a procurarsi dai loro giardini o da quelli dei vicini i rami di ulivo, ma non la benedizione. C’è stata qualche eccezione. Sappiamo che in Friuli un vicario episcopale è andato in giro con la macchina a benedire gli ulivi che trovava per strada. Con una mano guidava e con l’altra benediceva. Di questi tempi, è un gesto che fa tenerezza, ma forse non è indispensabile.

Il senso della benedizione è dare il segno di una presenza. Quando i cristiani vengono battezzati ricevono la prima benedizione della loro vita. La prima benedizione riconosciuta dalla comunità credente. Ma quante benedizioni avrà ricevuto prima quel bambino? Ogni volta che mamma e papà gli sorridono, gli danno una carezza, lo guardano negli occhi, ringraziano perché esiste e lo fanno sentire amato. Il battesimo è solo la benedizione delle benedizioni.

Oggi noi abbiamo scelto di tenere come segno l’ulivo dello scorso anno che non avevamo ancora tolto. Finché durerà ci accompagnerà.

Niente benedizioni? Ci viene in aiuto un post su Facebook di un nostro amico romano. Racconta così:

Oggi, passeggiando intorno a casa con la nostra cagnolina, abbiamo incontrato una ragazza, anche lei in passeggiata con il suo amico a quattro zampe. Aveva un ramoscello di ulivo in mano e , alla nostra domanda “Dove lo hai preso?” (La curiosità scaturiva dal fatto che non ci sono funzioni religiose), lei replica “C’era un signore qui vicino che aveva qualche ramoscello e li donava. Probabilmente non sono neanche benedetti, prendetene un pezzo del mio”.
Abbiamo accettato immediatamente, cogliendo in questo gesto la più grande benedizione possibile. RIAVVICINAMENTO SPIRITUALE E SOCIALE.
Due piccoli ramoscelli che, sulla strada del ritorno hanno suscitato la curiosità di un paio di incontri e il conseguente dono da parte nostra a loro. Siamo tornati a casa senza rami, forse, ma con la Benedizione della condivisione nel cuore.
Buona domenica delle Palme.

(Ah…un pezzetto di quel ramo è per te!)

Leggere questa storia ci ha fatto pensare. Abbiamo subito pensato all’ulivo della condivisione. La benedizione è condivisione. Nella Bibbia e nei testi sacri l’uomo benedetto (che letteralmente significa l’uomo di cui Dio dice bene) non se ne sta fermo, isolato a gioire della sua benedizione, ma va tra la folla, condivide, annuncia e cerca di comunicare agli altri quella benedizione.

Benedizione è la capacità di condividere pezzi di ulivo, pezzi di vita. La benedizione e l’amicizia sono sorelle. L’uomo benedetto è, a propria volta, capace di benedire, di dire grazie e di diffondere il dono ricevuto. Nella Bibbia e nei testi sacri spesso Dio benedice l’uomo dopo che questo ha accolto uno straniero, un povero, una persona che inaspettatamente bussava alla porta e chiedeva aiuto. Dio benedice i nostri atti d’amore!

Oggi e in questi giorni non potremo ricevere direttamente benedizioni rituali, ma possiamo vivere la benedizione della condivisione con chi è vicino a noi.

Benedizione è un sorriso al risveglio, una telefonata a una persona sola, mangiare insieme, parlarsi e raccontarsi, dedicare tempo all’altro e ringraziare per il tempo vissuto.

Benedizione è consapevolezza di essere amati e desiderio di amare.

Oggi Papa Francesco, nella sua omelia che linkiamo di seguito insieme ad altri testi che riteniamo importanti per questa giornata, ha detto: “Oggi nel dramma della pandemia, di fronte a tante certezze che si sgretolano, di fronte a tante aspettative tradite, Gesù dice a ciascuno: ‘Coraggio: apri il cuore al mio amore. Sentirai la consolazione di Dio, che ti sostiene’”.

È così, ma per far sentire all’altro la consolazione di Dio che ci sostiene, talvolta, servono i nostri occhi, le nostre orecchie, le nostre braccia capaci di guardare, osservare e compiere gesti con amore. Allora forza!

Omelia di Papa Francesco: http://www.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2020/documents/papa-francesco_20200405_omelia-palme.html

A questo link si possono trovare diverse riflessioni sulla Domenica delle Palme: https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com/2020/04/commenti-vangelo-5-aprile-2020-palme-e.html

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