Sarà Pasqua

La Pasqua si avvicina. Sarà lo stesso Pasqua o, al di là del calendario, dovremo fermarci alla morte del Venerdì Santo? Sarà lo stesso Pasqua anche se non potremo celebrarla in chiesa, ma solo nelle nostre case e nel nostro nucleo ristretto familiare, per chi non vive da solo. Eppure sarà Pasqua.

Alex Zanotelli, padre comboniano, che molto stimiamo, di recente ha scritto una bellissima analisi, in cui dice che non è Pasqua se noi continuiamo a vivere conniventi con i faraoni. Linkiamo l’articolo per chi fosse interessato, è una bella riflessione sul nostro modo di vivere e sul non esserci fermati, quando ancora eravamo in tempo… forse ora è giunto il tempo… (https://www.adista.it/articolo/63282?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork&fbclid=IwAR2ANVW0JaRlhBoUOSn8ijy65VRtC990ME-BsASAM-hcOsYlG0-xuEM-_g0)

La riflessione di Zanotelli, però,  non nega che sarà Pasqua, anzi, afferma che la Pasqua può essere proprio occasione di cambiamento. Pasqua/Pesach significa passaggio/salto oltre. Che passaggio dobbiamo vivere nel nostro presente verso un futuro di speranza e vita piena? È una domanda che si dovrebbe porre l’essere umano in ogni tempo, ma ancora più risuona urgente oggi.

Gli ebrei sono passati da una condizione di schiavitù a una di libertà, ce l’ha ricordato anche il Presidente Conte con il suo simpatico lapsus. Ora siamo tutti con una sorta di libertà limitata, ma non privi di libertà. Che salto deve vivere l’essere umano? I salti pasquali sono sempre per un ‘di più’ di vita.

Gli ebrei, dopo la liberazione dall’Egitto, non hanno goduto sempre di libertà. Più volte sono stati costretti all’esilio e in condizione di esilio, povertà e schiavitù hanno composto i Salmi, le preghiere più belle, hanno redatto la Bibbia e non hanno smesso di celebrare la Pasqua e le altre festività.

Anche noi, a chiese deserte, quest’anno festeggeremo la Pasqua.

Un gruppo di studiosi, docenti e pensatori di teologia e spiritualità durante queste settimane hanno lavorato per creare un sussidio stupendo per poter celebrare ugualmente a casa il Triduo pasquale. È molto bello, anche con disegni e schede per bambini e materiale per coinvolgere tutti. Ci sono anche gesti che si possono compiere al posto dei gesti tradizionali, ad esempio fare il pane in casa. Il sito di riferimento è: https://www.insiemesullastessabarca.it/  All’interno troverete il sussidio in PDF dal titolo ‘IO CELEBRO A CASA’. Sono offerti diversi percorsi e possibilità per celebrare.

La Chiesa cattolica ha offerto, nello stesso tempo, altrettanti sussidi e indicazioni.

Insomma, non siamo soli, anche se isolati, a celebrare. E forse una preghiera più autonoma, non formalizzata a riti e ‘direttive’, suonerà più autentica.

Mentre i cristiani cercano strade nuove, si interrogano come celebrare bene la Pasqua, mentre si cercano modalità creative e nuove, mentre il Papa entra in casa nostra ogni giorno (per chi lo desidera) con la messa celebrata in diretta a Santa Marta e parole di consolazione e vicinanza, mentre i vescovi rispettano le norme indicate secondo la legge, qualcuno protesta contro la chiusura e la sospensione delle messe a Pasqua. Gesù risorge lo stesso anche fuori dalle chiese. Anzi, la verità è che Gesù non risorge mai nelle chiese, ma nella vita. E quest’anno per noi la risurrezione deve essere monito per tutti per poter andare oltre i segni di sofferenza e morte e trovare vie nuove di vita e speranza. Diversi hanno già dato risposte, compresi cardinali Bassetti e Zuppi, con l’intermezzo della voce di Fiorello (https://www.agi.it/cronaca/news/2020-04-06/messa-pasqua-bassetti-salvini-fiorello-8229228/)

Gesù non ha bisogno solo delle chiese. Forse questa quarantena sarà motore per un cristianesimo rinnovato.

Ci viene in aiuto Tertulliano, uno scrittore e filosofo cristiano, esperto di cristianesimo, che scriveva ‘Caro salutis est cardo’ che significa ‘la carne (ovvero il corpo) è il cardine della salvezza’. Il contesto in cui parla Tertulliano è complesso e articolato, ma significa che non c’è salvezza senza passaggio per il corpo.  La nostra Pasqua passa per il corpo e quest’anno sarà una Pasqua di speranza in attesa che questo tempo di limitazioni, contagi virali e angosce termini. E per chi non c’è più? Non dobbiamo dimenticarci di loro, anzi, sarà occasione, per chi crede, di ricordarli e di ricordarci che la morte non è l’ultima parola.

Pasqua significa passaggio. Sia per tutti un balzo in forme di vita più sostenibili, più attente all’altro, più autentiche, più appassionate. Passaggi di liberazione e di speranza.

Arriveremo alla Terra Promessa. Gli ebrei non l’hanno sempre custodita. Che questo cammino lungo di sospensione per il coronavirus sia un’occasione per ritornare a forme di vita più piene e in cui ci sia spazio per tutti. Così sarà davvero Pasqua.

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