Riflessione di Lara (terza media)

In questi giorni mi è arrivata, come un dono, questa riflessione di una mia alunna, Lara. Frequenta la terza media, ma le sue parole possono insegnare molto a noi adulti. Ho corretto i refusi, ma ho scelto di lasciare tutte le sue parole così come sono, belle, per la loro semplicità e, al tempo stesso, profondità. Grazie Lara!

Studiare sui libri di storia epidemie come la peste o sentir parlare di migliaia di morti, mi sembravano cose così lontane e quasi impossibili. Nessuno di noi se lo sarebbe aspettato.

Pensare che circa quattro settimane fa sono uscita da scuola con il sorriso, pronta per un weekend in cui potevo finalmente riposarmi, dopo lunghe giornate di studio, convinta del fatto che, pur essendo già in questa situazione abbastanza critica, due giorni dopo sarei tornata a scuola, avrei rivisto i miei compagni e i miei professori, avrei vissuto come ogni giorno, e così sarebbe stato per tutti. Ovviamente non è stato così, e chissà per quanto ancora non lo sarà.

A volte diamo per scontato troppe cose: fare la pace dopo un litigio, essere perdonati dopo uno sbaglio, poter rimediare sempre a tutto, e un’altra infinità di cose. E sono convinta che tutti noi il venerdì pomeriggio, dopo essere usciti da scuola o dal lavoro, abbiamo dato per scontato che saremmo tornati. Ma non è stato così. È vero, non tutti hanno smesso di andare al lavoro, dobbiamo dire infatti che i medici stanno facendo di tutto in questo bruttissimo periodo, loro sì che meriterebbero di guadagnare milioni di euro.

Questi sono giorni in cui possiamo fermarci a pensare, sdraiarci sul letto, guardare fuori dalla finestra il bel tempo che sembra prenderci in giro, con il suo cielo azzurro e l’aria che comincia a profumare grazie ai primi fiori della primavera. È un momento in cui possiamo finalmente capire l’importanza delle piccole cose, come un’uscita con gli amici, il pranzo dai nonni, le risate tra compagni di banco, l’ansia per un’interrogazione, il suono della sveglia alle sei del mattino. Queste sono cose a cui non abbiamo mai dato importanza, cose che ci sembravano scontate…

Pensiamo a tutte le cose non dette, ma che avremmo voluto dire in questi ultimi mesi di scuola, le cose che non abbiamo fatto, ma che avremmo tanto voluto fare.

Forse è proprio per questo che esiste il detto “Carpe diem” (cogli l’attimo), per fare capire alle persone che non bisogna aspettare, il momento giusto arriva, e quando arriva non bisogna farselo scappare, perché potrebbe non arrivare più.

Io sto capendo che le persone vanno e vengono, quelle che restano nei momenti più difficili sono i veri amici, e noi possiamo capirlo proprio in questo momento, grazie a un semplice messaggio, una semplice chiamata, che magari non ci aspettavamo.

Io sto solo cercando di dire: guardiamo questo brutto periodo da un altro punto di vista, usiamo questi giorni per crescere, per pensare e per capire, non per sdraiarci sul letto a guardare film e serie tv. Ci sono tante cose che si possono fare: cucinare una torta, aiutare in casa, stare in famiglia, cosa che non riusciamo mai a fare nei giorni “normali”, a causa della scuola e del lavoro dei genitori.

Prima o poi tutti si renderanno conto dell’importanza di queste piccole cose, dell’importanza di vivere.

Usciremo tutti da questa situazione più forti e più uniti di prima, ne sono certa.

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