Vi auguriamo di volare

Cari ragazzi,

avevamo già pronto il post per oggi. Dedichiamo la giornata a pensare cosa scrivere e, in genere, intorno a quest’ora è pronto. Lo conserveremo per i prossimi giorni. Nel frattempo, alle 16,20 Italia 1 trasmetteva La storia della gabbianella e del gatto che le insegnò a volare e abbiamo deciso di guardarlo con Gioele.

Se non lo avete mai visto, prendetevi del tempo per guardarlo.

Mentre lo guardavamo pensavamo ai nostri figli, come genitori, e a voi, come insegnanti ed educatori.

Ognuno lungo la sua strada, come la gabbianella, incontra qualcuno che gli insegna a volare. Noi personalmente ci siamo commossi ripensando ai tanti volti di uomini e donne che ci hanno incoraggiato a prendere il volo. Speriamo di lasciare anche noi piccole tracce nelle vostre vite. La gabbianella, però, spicca il volo solo quando si sente pronta. Questi anni sono gli anni delle prove di volo, poi arriverà il tempo.

Ci siamo emozionati pensando a quando i nostri figli e voi prenderete il volo, realizzando i vostri sogni, le vostre passioni.

La gabbianella, finché non si trova a volare alta nel cielo, cresciuta tra i gatti che l’hanno amata, miagola come loro, non appena plana nel cielo, emette il verso dei gabbiani. Ognuno di noi ha un suo volo, un suo verso, un suo movimento.

In questo tempo di sosta forzata vi auguriamo di scoprire l’arte del volo. Non abbiate paura di volare.

Vola solo chi osa farlo.

Osate. Volate. E scrutate l’orizzonte. I gatti sanno prendersi cura della gabbianella, sapendo che non vivrà sempre con loro e che un giorno prenderà la sua direzione. Andate in cerca della vostra direzione, ascoltando e ascoltandovi. Non stancatevi mai di fare domande. E abbiate il coraggio delle prove di volo, mai soli, sempre accompagnati.

«È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo».

E vi auguriamo, quando volerete, lo stupore della gabbianella e per chi vi avrà accompagnato, la gioia del gatto.

«Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. È acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali» miagolò Zorba. La gabbianella spiegò le ali. I riflettori la inondavano di luce e la pioggia le copriva di perle le piume. L’umano e il gatto la videro sollevare la testa con gli occhi chiusi. «La pioggia. L’acqua. Mi piace!» stridette. «Ora volerai» miagolò Zorba. «Ti voglio bene. Sei un gatto molto buono» stridette Fortunata avvicinandosi al bordo della balaustra- «Ora volerai. Il cielo sarà tutto tuo» miagolò Zorba.

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