Aria di libertà

Matisse, Danza

In questi giorni abbiamo domandato cosa fosse la libertà. Domanda un po’ difficile in questo tempo in cui siamo costretti a rimanere chiusi in casa e, se trasgrediamo, rischiamo di prendere una multa salata oltre a contribuire a un’eventuale diffusione del virus o contagio. Difficile pensare alla libertà. Infatti le risposte non sono state numerose.

Ha scritto Aurora:

Libertà, una parola che usiamo poco ma che vorremmo spesso. Per me la libertà è tutto ciò che riesco a fare o a dire senza dover prima aspettare il permesso di qualcuno. Di solito, se questi fossero giorni normali, per me la libertà significherebbe poter andare dove voglio e quando voglio, poter fare ciò che più desidero senza dover chiedere prima ai miei genitori o a qualsiasi altra persona. Per me ora, in questo difficile periodo vuol dire semplicemente “avere la libertà di poter fare piccole cose”. Vorrei uscire, vedere i miei amici e provare di nuovo tutte quelle sensazioni che provavo in un normalissimo giorno e che ora non posso più provare.

Ha scritto Simone:

Per me la libertà significa sentirsi bene con il mondo e non in trappola.

Ha scritto Letizia:

Per me libertà vuol dire poter esprimere qualcosa oggi, ed essere libera di poterlo cambiare domani.

La libertà è un diritto inviolabile per tutti e va rispettato. 

Ogni essere umano dalla nascita dovrebbe essere considerato libero nella società in cui vive, ma pochi comprendono il vero concetto della libertà e pertanto pochi sono coloro che cercano di rispettarla. 

Essere libero significa avere libertà di pensiero, di professare la propria religione, ed essere in grado di scegliere e realizzarsi secondo i propri principi, che nessuno dovrebbe ostacolare, e la propria educazione. 

Quando ci sentiamo limitati nella nostra vita dovremmo pensare a tutte le cose belle che viviamo e che abbiamo vissuto e ricordarci che siamo liberi, liberi di esprimerci, anche se a volte, una totale libertà può fare paura, ed è per questo che bisogna seguire le regole, per se stessi e per gli altri. 

Se vogliamo essere cittadini e uomini liberi dobbiamo lasciare vivere in assoluta libertà ogni uomo, senza alcuna distinzione, ed evitare di sottomettere uomini alla nostra volontà. Impariamo a vivere nella libertà e soprattutto lasciamo vivere gli altri secondo il loro modo di percepire la vita, che sarà quasi sicuramente diverso dal nostro. Allora sì che la nostra società sarà migliore di quella di oggi, perché ognuno sarà in grado di rispettare l’altro.

Qui sotto lascio due frasi di Pietro Calamandrei che mi piacciono molto: “Essere se stessi ha un bellissimo prezzo da pagare: la libertà di non essere di tutti.” / “La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.”

Non sono arrivate altre risposte alla nostra domanda. Magari dopo questo post ne arriveranno altre e creeremo un altro post di libertà.

Ma già le righe di Aurora, Simone e Letizia sono importanti e ci aiutano a dipingere il quadro della libertà.

Aurora ci parla di una libertà di movimento che in questo periodo realisticamente non abbiamo. Non possiamo andare dove vogliamo. In questo siamo limitati. Non possiamo fare tutto ciò che vorremmo. Allora possiamo scoprire altre forme di libertà, come quella di pensare, di dedicarci alle passioni, di non vivere in modo succube questo tempo. La libertà delle piccole cose di cui parla Aurora è il riconoscimento che anche tra le pareti di casa possiamo scegliere come gestire il nostro tempo, se, ahimè, non siamo stati privati dei beni essenziali.

Simone ci parla di un’altra libertà. La libertà che viene dal sentirsi integrati nel mondo e in relazione con questo. Ecco, forse, questa è una libertà che ci manca un po’, in un tempo in cui il mondo urla. La breve risposta di Simone può aiutarci a riflettere su come ci relazioniamo con l’ambiente, non in tempi di emergenza come questo, ma nella normalità. Solo se inizieremo a sentirci parte di un unico cosmo, saremo veramente liberi.

Poi è arrivata la risposta molto articolata e meditata di Letizia, probabilmente (cosa che non ci dispiace affatto!!!) frutto di un dialogo e confronto con i genitori. C’è un concetto forte che forse ci accompagna particolarmente in questo momento: la libertà è di tutti! In questo periodo ognuno reclama la propria libertà. A volte sembra di vivere una gara in cui ognuno vorrebbe far prevalere le proprie necessità e i propri bisogni. È un momento davvero difficile perché non riusciamo a occuparci di tutti come vorremmo, ma ci sta insegnando che siamo legati l’uno all’altro e che la libertà appartiene a tutti.

Kant, Voltaire e molti pensatori degni di rispetto a buon ragione hanno sostenuto che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri. Pensiero sbagliato! O meglio, a suo tempo, contestualizzato in quel periodo, era corretto e giusto, inoppugnabile. Ma ora, in questo tempo, ci viene da ribaltare il motto ‘La mia libertà finisce dove inizia la tua’. No! La nostra libertà inizia dove inizia la tua.

Se anche l’altro è realmente libero, non oppresso, non in catene, stiamo bene.

La preoccupazione di questo tempo consiste spesso nel sapere che la libertà dei nostri movimenti potrebbe danneggiare non solo noi e i nostri cari, ma anche altri. E questo spaventa e ci sollecita a stare attenti, al di là delle direttive.

E così scopriamo davvero che la libertà appartiene a tutti, proprio come dice Pietro Calamandrei, uno dei nostri padri costituzionali, citato da Letizia. La libertà è come l’aria. Allora facciamola circolare quest’aria! Ora non possiamo andare in giro, ma l’aria di libertà circola se il nostro pensiero è per tutti, se le nostre attenzioni vanno al di là delle nostre pareti di casa, se pensiamo che non solo noi stiamo soffrendo una situazione che ci limita, se ci ricordiamo di chi sta male, di chi è solo o ha perso il lavoro. La politica che non è solo l’impegno di chi sta al governo, ma è la capacità di tutti gli adulti di prendersi cura della società deve sempre più aver presente la libertà collettiva. E per questo dobbiamo tutti rinunciare a qualcosa, farci più stretti (strano a dirsi in questo tempo di distanziamento sociale) per lasciare spazio ad ognuno. Così l’aria circolerà e piano piano i tanti dimenticati inizieranno a respirare a pieni polmoni.

Parlare di libertà è difficile perché ci chiama in causa. Come vivo la libertà dell’altro? Mi impegno perché ognuno sia libero di esprimersi, vivere dignitosamente, sentirsi a proprio agio nel mondo?

Pensieri buoni in questo tempo di quarantena: esercitiamoci nelle piccole cose, facciamo non perché dobbiamo, ma perché vogliamo, perché scegliamo responsabilmente, pensando al bene di tutti e per tutti.

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