C’è tempo…

Oggi una ragazza durante una videolezione osservava che in questo tempo, dopo un po’ che si parla tra amici e parenti mancano gli argomenti di conversazione. È vero, manca la vita sociale, mancano gli spunti che la vita di tutti i giorni ci offre e il rischio è perdere il filo delle cose, la capacità di affacciarsi fuori di casa e sentire la vita che, nonostante tutto scorre. È vero, non è tempo per grandi discorsi, per lunghe conversazioni sui massimi sistemi. Sembra che tutto si sia fermato. Invece tutto continua ad andare. Qualche giorno fa in un altro post ci chiedevamo che fine avessero fatto gli invisibili, ovvero quegli uomini e quelle donne che vivono nascosti perché non regolari per la nostra società. E che fine hanno fatto gli sbarchi nel sud Italia? E che fine hanno fatto le lotte per il clima e per la difesa dell’ambiente? Che fine hanno fatto le proteste sindacali? Che fine hanno fatto le mille battaglie aperte?

Qualcuno ha provato a dire che ‘tutto il resto’ non fosse sufficientemente importante e che, arrivato il covid, ha messo da parte ‘tutto il resto’. In parte, per alcune situazioni, può essere così, in parte, quando arriva un mostro tutto si ferma.

E così ci viene in mente un testo molto antico (Ecclesiaste 3,1-11).

1 Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
9 Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?
10 Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini, perché si occupino in essa. 11 Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine.

L’Ecclesiaste è un testo sapienziale, viene considerato così perché porta al suo interno un’antica sapienza.

Com’è questo nostro tempo del COVID?

È tempo per nascere o per morire? La morte è davanti agli occhi di tutti come realtà vissuta e sperimentata, ma anche come paura. La nascita, anzi, la rinascita è il nostro orizzonte atteso, sperato. In diversi probabilmente abbiamo visto gli annunci su facebook di questi tempi che conteggiavano le nascite del giorno. Non c’è solo nascita e morte fisica, ma c’è anche una morte e una nascita interiore. Concentriamoci, perché, trascorso questo tempo di sospensione, la rinascita sia come quella della primavera, delicata, prudente, ma piena di colori. Ora possiamo piante le nostre piccole pianticelle, forse, nella nostra corsa frenetica ci siamo impegnati molto a sradicare. Adesso è tempo di seminare, piantare, in attesa dei frutti. In questo periodo potremmo tutti seminare o piantare qualcosa da vedere crescere nei prossimi mesi, come segno di un attesa rinascita.

È un tempo per uccidere o per guarire? Questo passaggio ci deve colpire tanto, perché indica la caratteristica di questo virus malefico che ci uccide e vuole uccidere, ma mai si è parlato di cura come in questo tempo, cura dei malati, cura degli anziani e preoccupazioni per i bambini, i ragazzi e chi sta vivendo questo difficile momento. È tempo di prendersi cura gli uni degli altri, più di prima, tra le mura domestiche, è tempo di essere delicati, di non acuire ferite, è tempo di occuparsi dell’altro più di prima.

È un tempo per demolire o costruire? Il virus demolisce e lo percepiamo e viviamo, ma al tempo stesso la società lavora per qualcosa di nuovo e non si deve pensare al distanziamento sociale, alle norme di sicurezza per abbattere il virus, allo smartworking, ma a modi nuovi di stare al mondo, forse più consapevoli e più attenti alle piccole cose. Dipende da noi, da ciascuno di noi.

Potremmo continuare ad analizzare tutti i versi, ciascuno lo può fare per conto proprio, potrebbe essere un bell’esercizio in questo periodo di sosta forzata. Soprattutto il verso che più colpisce e che sembra caratterizzare questo periodo: “un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci”. Sembra scritto appositamente per le epidemie. Ma pensiamoci. Siamo sicuri che ci stiamo astenendo dagli abbracci o forse ora sentiamo di più il valore di un abbraccio? Non possiamo abbracciare nessuno fisicamente, è vero, ma forse mai come ora desideriamo poterlo fare e quando sarà possibile i nostri gesti saranno compiuti con più valore.

C’è un tempo per tutto! Qual è il vostro tempo? Ognuno ha un suo tempo, al di là del tempo collettivo. C’è tempo per agire e tempo per stare fermi. C’è tempo per parlare e tempo per fare silenzio. Questo testo millenario è qui a dirci che ogni tempo è prezioso e niente è vissuto invano, ma va verso l’eternità.

Una opinione su "C’è tempo…"

  1. Sono molto convinta delle verità contenute nell’Ecclesiaste , non come teoria o predica da distribuire alle folle, ma come esperienza di vita e, nel mio caso, toccata con mano, e tutto ciò trova fondamento anche nella scienza che dice che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, che , per me , è come dire che nulla arriva senza una ragione. Non voglio essere scontata o banale, ma è come dire che non tutto il mal viene per nuocere. Ma se noi umani , abbiamo la sensibilità per alcuni, la scaltrezza o praticità , per altri , di cogliere le vicende , le storie che ci attraversano, come occasioni per cambiare , noi stessi e il mondo, abbiamo trovato la capacità di accettarle , anche quando ciò ci fa male al momento , per farne , come dice un altro saggio proverbio, di necessità ,virtù e quindi per serbare in noi stessi una speranza sempre accesa, quella fiamma inestinguibile che fa andare avanti il mondo

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