Auguri Terra!

Earth Day, effetto lockdown: così la Terra è tornata a respirare (https://video.repubblica.it/dossier/rgreen/earth-day-effetto-lockdown-cosi-la-terra-e-tornata-a-respirare/358671/359227)

Oggi è la cinquantesima giornata mondiale della terra. Dal 22 aprile 1970, due giorni e un mese dopo l’equinozio di primavera, le Nazioni unite celebrano l’Earth Day in tutto il mondo.

Quest’anno è un po’ strano celebrare da casa l’Earth Day, eppure non mancano contributi e partecipazione via web.  Ci chiediamo come si possa vivere in questo periodo una giornata dedicata alla terra, alla salvaguardia e al rispetto dell’ambiente. Sicuramente il quesito se ci sia un rapporto tra il coronavirus e la sofferenza del nostro ecosistema è forte e il rischio della risposta affermativa è alta. Online si trovano articoli interessanti che mettono in questione il rapporto tra virus e tutela dell’ambiente.

Troviamo un contributo interessante al riguardo sul sito di Greenpeace: https://www.greenpeace.org/italy/storia/7098/il-coronavirus-e-il-nostro-futuro-prossimo/

Altri articoli e riflessioni utili si trovano nel sito del WWF che da anni fa monito sul rapporto tra pandemie e non tutela dell’ambiente: https://www.wwf.it/pandemie_e_distruzione_degli_ecosistemi.cfm

Cosa possiamo fare? Il movimento Fridays for Future insieme a numerose ONG hanno avviato numerose riflessioni e proposte. Basta navigare un po’ e il materiale non manca.

Oggi però vorremmo proporre un testo poco letto, ma molto importante, la cui stesura è iniziata negli anni ’90 e si è conclusa nel 2000, a cura dell’ONU per uno sviluppo sostenibile e una preoccupazione per il futuro. Forse, i grandi della terra negli anni ’80 di fronte ai grandi cambiamenti e all’avanzare delle tecnologie, si sono posti delle domande e hanno sentito in modo quasi profetico che bisognava proteggere l’ambiente.

Per celebrare anche noi l’Earth Day, abbiamo pensato di pubblicare il preambolo della Carta della Terra, ma vorremmo che questo documento fosse letto e pensato perché molto attuale. E rileggendolo forse dovremmo avere il coraggio di fare un esame di coscienza. Perché non abbiamo vissuto la nostra terra come una casa? La terra è la nostra casa, il nostro spazio comune che dovremmo rispettare. Se si legge il testo scritto negli anni ’90 la preoccupazione è per la vita, per l’ambiente e per le generazioni future. Ora la preoccupazione non è più per il futuro. Il futuro è arrivato, il futuro è l’oggi. Prendiamo in mano le armi della cura e cerchiamo di amare un po’ di più questa nostra terra.

Preambolo

Ci troviamo ad una svolta critica nella storia del Pianeta, in un momento in cui l’umanità deve scegliere il suo futuro. A mano a mano che il mondo diventa sempre più interdipendente e fragile, il futuro riserva allo stesso tempo grandi pericoli e grandi opportunità. Per progredire dobbiamo riconoscere che, pur tra tanta magnifica diversità di culture e di forme di vita, siamo un’unica famiglia umana e un’unica comunità terrestre con un destino comune. Dobbiamo unirci per costruire una società globale sostenibile, fondata sul rispetto per la natura, sui diritti umani universali, sulla giustizia economica e sulla cultura della pace. Per questo fine è imperativo che noi, i popoli della Terra, dichiariamo la nostra responsabilità gli uni verso gli altri, verso la grande comunità della vita, e verso le generazioni future.

La Terra, nostra casa

L’umanità è parte di un grande universo in evoluzione. La Terra, nostra casa, è viva e ospita un’unica comunità vivente. Le forze della natura fanno dell’esistenza un’avventura impegnativa e incerta, ma la Terra ha fornito le condizioni essenziali per l’evoluzione della vita. La resistenza della comunità degli esseri viventi e il benessere dell’umanità dipendono dalla preservazione della salute della biosfera, con tutti i suoi sistemi ecologici, da una ricca varietà vegetale e animale, dalla fertilità del suolo, dalla purezza dell’aria e delle acque. L’ambiente globale, con le sue risorse finite, è una preoccupazione comune di tutti i popoli. Tutelare la vitalità, la diversità e la bellezza della Terra è un impegno sacro.

Linkiamo qui il testo integrale della Carta della Terra, sollecitando tutti a leggerlo: https://www.villaggioglobale.eu/clubdibudapest/la-carta-della-terra-it-aggiornata.html

Leggendo la storia della creazione nella Bibbia, al di là del valore che ciascuno, credente o no, voglia darci, Dio benedice ogni parte del creato. Quando gli uomini hanno redatto il testo che racconta in modo simbolico la creazione avevano presente il valore di ogni angolo della terra dal sole ai fiori che sbocciavano. Dio di ogni elemento creato diceva che era cosa buona, dell’uomo, parte del creato, diceva che era molto buona. Uomo, parte del creato. Torniamo ad essere parte del creato che si prende cura dell’ambiente, degli alberi, dei fiori, della natura. Se ognuno si prende la responsabilità per scelte più consapevoli, più attente all’ambiente e sostenibili, possiamo farcela, come una grande famiglia in un’unica casa.

Per concludere vi invitiamo a vedere un film, ispirato ad una storia di Jean Giono, che racconta la cura e l’amore per la terra, L’uomo che piantava gli alberi. Può essere una lettura che ci farà bene in questo periodo di solitudine. Elzéard Bouffier, il protagonista, ci terrà compagnia in questi giorni, se riusciamo ad entrare nella sua storia.

Come assaggio alcuni stralci:

Aveva continuato imperturbabilmente a piantare.
Passammo l’intera giornata a passeggiare in silenzio per la sua foresta.

Se si teneva a mente che era tutto scaturito dalle mani e dall’anima di quell’uomo, senza mezzi tecnici, si comprendeva come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione.
perseguiva ostinatamente il proprio compito, molto semplice.

vidi scorrere dell’acqua in ruscelli che, a memoria d’uomo, erano sempre stati secchi

Con l’acqua erano riapparsi  salici, giunchi, prati, giardini fiori e una certa ragione di vivere.
la trasformazione avveniva così lentamente che entrava nell’abitudine senza provocare stupore.

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