25 aprile 2020

Ci sono momenti pubblici di questa prima parte del 2020 che stanno segnando l’esistenza di tutti e che ricorderemo e le cui foto si troveranno sui libri di storia. Oggi è stato il turno del Presidente della Repubblica Mattarella. Come è tradizione il 25 aprile il Presidente della Repubblica sale sull’Altare della Patria a commemorare i caduti della Resistenza. Generalmente quando avviene questa celebrazione nel cielo si agitano le frecce tricolore (che anche quest’anno non sono mancate) e tutta la zona è popolata da rappresentanze politiche e militari, con tanto di parate, e una gran folla che assiste a questi momenti. Quest’anno poteva anche lasciar perdere, ma da rappresentante e garante della Repubblica, ha sentito che quel gesto avrebbe avuto ancora più valore.

E così è stato. Oggi Mattarella ha salito le scale dell’Altare della Patria, completamente solo, con la mascherina per fare un inchino davanti alla tomba del milite ignoto. Strano monumento l’Altare della Patria, simbolo della storia che cambia. Fato costruire da Mussolini che ha smantellato la zona di Piazza Venezia e dei Fori per dare sfogo alle sue velleità di potere, ora viene omaggiato proprio nel giorno in cui si ricorda la liberazione dell’Italia da ogni regime. Monumento visitato da molti turisti e molto frequentato il giorno del 25 aprile, oggi è stato simbolo dell’Italia che resiste.

Mattarella era solo, ma con sé, un po’ come il Papa il giorno della preghiera speciale che ricordiamo tutti, portava sulle sue spalle l’Italia intera. E l’ha portata anche nel suo discorso di cui inseriamo il link, perché vale la pena leggerlo. Resistenza è saper vivere questo tempo con responsabilità. Grazie Presidente che ci ricordi la democrazia, la giustizia, la libertà e l’importanza della coesione sociale!

https://www.quirinale.it/elementi/48739

Accanto ai messaggi istituzionali, oggi noi ci siamo imbattuti in altri teneri 25 aprile.

Abbiamo vissuto il 25 aprile di Gioele che cantando con noi ‘Bella ciao’ ha chiesto chi fosse l’invasore e chi fossero i partigiani. È stato bello e importante per noi poter raccontare. Questa festa vive di memoria e sulla memoria. Gioele poi alle 15 ha intonato con noi ‘Bella ciao’. Ha quasi quattro anni, non può cogliere tutto il significato della canzone, ma ci ha emozionato vederlo cantare sapendo che era una canzone importante dedicata a chi aveva lottato per la libertà.

Abbiamo partecipato al 25 aprile di una nostra amica cantautrice di Palermo, Lucina Lanzara, che ha raccolto voci sparse per l’Italia per realizzare un video collettivo e per ringraziare chi in questo tempo si sta impegnando per sostenere l’Italia e dare il suo ricavato del progetto per finanziare una realtà educativa di Palermo. La resistenza parte dall’educazione e dalla formazione delle generazioni future:

Poi abbiamo visto il video dei nostri studenti dell’Istituto Primo Levi di Ronco Scrivia, che recitano e interpretano testi dei padri della democrazia e testimonianze dei  martiri della libertà, rendendo omaggio agli uomini e alle donne della resistenza:

Abbiamo seguito gli eventi nazionali e locali dedicati a questa giornata e, infine, ci siamo imbattuti nel canto più speciale di ‘Bella ciao’, quello dei ragazzi della Locanda dei Girasoli di Roma, una realtà che conosciamo bene e che spesso ci manca. La Locanda dei Girasoli è un ristorante in cui la parola d’ordine è integrazione, infatti promuove l’inserimento lavorativo dei ragazzi con la sindrome di Down. Chi vuole saperne di più può visitare il sito dedicato (https://www.lalocandadeigirasoli.it). Per noi, quando vivevamo a Roma, è sempre stato un luogo straordinario e di incubazione di sogni e desideri sul futuro. Oggi su Facebook abbiamo visto anche gli auguri dei ragazzi della Locanda e ci siamo emozionati perché rappresentano per noi tanti ricordi di vita trascorsa a Roma, ma anche perché quel canto di ‘Bella ciao’ è simbolo di resistenza e libertà. Una realtà come la Locanda dei girasoli non sarebbe possibile al di fuori di una democrazia e di uno stato in cui non si lotta per l’inclusione, la coesione sociale e i diritti di tutti. Eppure chi conosce la storia della Locanda dei Girasoli sa che la lotta è ancora lunga e che per vivere realtà come queste devono ancora fare molta resistenza.

Oggi per questo 25 aprile di speranza ci auguriamo che il virus che ci sta attanagliando ci liberi presto e che, una volta ripartiti, possiamo correre verso una società sempre più aperta a tutti, nessuno escluso, e capace di sognare.

Purtroppo il link degli auguri della Locanda dei Girasoli è rintracciabile solo sulla pagina Facebook, lo condividiamo per chi ha un account Facebook:

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