Dialogo immaginario tra pronomi al tempo del COVID

Michelangelo Pistoletto, Il terzo Paradiso
http://terzoparadiso.org/what-is

Un post di un nostro amico riporta questo racconto:

Dal fruttivendolo:
Sig.ra: io non riesco a fare la spesa bene da due mesi. Devo poter scegliere io, toccare io, assaggiare io. Sono io che pago.
Fruttivendolo: A te signora Coronavirus no servito niente. Manco bomba atomica cambia te. Io io io… Mai smette lamentare.

Il mio banglaGuru

Siamo cambiati? Cambieremo? È difficile immaginare come sarà dopo.

Stasera ci piace immaginare un dialogo tra i pronomi personali in tempo di COVID (e non solo…).

Il tu dice all’io: Io, io, io sempre io… non sai riempirti la bocca di altro. Hai mai pensato che senza di me non esisteresti?

L’io risponde: Sempre a dire così. Io sono io. Io ci sono. Io, io, io…

Il tu ascolta in silenzio.

L’io: Non dici niente?

Il tu: Non c’è bisogno… io,io, io… ti basti da solo…

Io: Hai ragione, mi riempio la bocca di me stesso, ma in questi giorni di quarantena, chiuso da solo tra le pareti di casa, spesso non avevo nessuno con cui parlare, dialogare, confrontarmi. A volte ho riso, a volte ho pianto, ma com’è brutto piangere, ridere, sorridere davanti a uno specchio… ho bisogno di te.

Tu sorride.

Io lo guarda.

Arrivano lui e lei.

Io e tu: e voi chi siete?

Lui e lei: noi siamo l’altro quello che spesso rifiutate, che vi spaventa, che vorreste tenere lontano.

Il tu con più coraggio e senso di verità dell’io: voi siete il dottore che si prende cura di noi, siete il bambino chiuso in casa, siete l’anziano solo, siete l’altro che spesso evitiamo, ma che poi ci viene incontro nella vita e ci sorprende.

Io è pronto: quindi tutti insieme siamo noi.

Lui e lei: stiamo attenti a questo ‘noi’. Il ‘noi’ è bello, solo se non diventa discriminazione per ‘voi’ e ‘loro’.

Il tu coraggioso: questo tempo ci ha insegnato che non dovrebbero esistere ‘voi’ e ‘loro’, ma solo ‘noi’.

Lui e lei: io, ti sentiresti di darci un abbraccio?

Io: ho sempre fatto fatica a dare abbracci, ma ora ho bisogno di sentirmi un po’ ‘tu’ e per sentirmi ‘tu’ ho bisogno di voi, dell’altro.

Il tu abbraccia l’io e allarga l’abbraccio a lui e lei: ecco, ora siamo noi. Questo ci insegna il COVID, che possiamo essere noi, reciprocità.

Io: la vita dell’altro mi riguarda.

Tu: l’altro siamo noi.

Lui e lei: siamo estranei a noi stessi e spesso l’altro ci fa da specchio.

Io: impariamo a coniugare i nuovi verbi come rispettare, incontrare, accogliere, curare, custodire e vivere… sì, vivere, perché per vivere abbiamo bisogno di tutti.

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