365 “Non temere”

Gustav Klimt, Le tre età della donna, 1905

Nella Bibbia sono scritti 365 “Non temere”. Significa che abbiamo un invito a non temere per ogni giorno, anche in questo tempo difficile che stiamo attraversando e in cui l’ansia, la paura e l’angoscia spesso ci attanagliano e divorano.

Fase 2 significa tentativi di ripartenza, ma per i più è maggiore la paura rispetto al desiderio di uscire di casa con tutta la prudenza richiesta. La casa ci protegge, la realtà fuori ora ci spaventa.

Ma l’uomo non è fatto per il letargo e piano piano, con tutte le accortezze e la prudenza necessaria di cui abbiamo già scritto (https://finoaquando.com/2020/04/27/fase-2-la-rabbia-non-serve-la-mitezza-e-necessaria/), bisogna ripartire, avere il coraggio di affacciarsi fuori, senza buttarsi a capofitto nella mischia. Prudenza e fiducia devono essere le compagne di questo tempo.

La paura non si può evitare. È normale provare angoscia, aver timore di fare scelte sbagliate, ma, al tempo stesso, la vita stessa ci chiede, quasi ci impone, di vivere con fiducia verso la vita stessa.

Fiducia non è incoscienza e sconsideratezza, non significa buttarsi in pasto ai leoni. Fiducia è considerare che non siamo padroni della vita, ma che questa ci è donata e affidata perché porti frutto.

È una riflessione difficile in questo momento, perché non è semplice comprendere come ci sia affidata la vita in questo tempo. Le parole che continuano a tornarci in mente, già ripetute più volte in queste pagine, sono cura, attenzione, rispetto, protezione, cautela, prudenza.

Oggi possiamo aggiungere fiducia. Fiducia nella vita e, per chi crede, nel Dio nella vita.

Questo non significa compiere prove di coraggio, nemmeno buttarsi a capofitto, ma affidarsi e pensare che c’è qualcuno che ci protegge.

Da quando è iniziata la quarantena stiamo raccogliendo da parte dei nostri ragazzi racconti, testi, vissuti e uno dei testi ricevuti è quello di Maia che racconta della sua paura vissuta perché nei primi giorni di quarantena la mamma era stata invitata a donare il sangue e aveva scelto di compiere questo gesto per amore. Così aveva risposto alle paure della figlia dicendo che tutto ciò che si compie per amore non fa male.

È una storia tra tante, ma ci aveva colpito, perché è vero, l’amore per gli altri e per la vita ha un ritorno.

In questo tempo siamo invitati a non temere, perché la controparte è una morte per non morire. Non agire, non incontrare gli affetti (con mascherina, distanze e prudenza) ci tutela forse da una percentuale di rischio, ma non abbiamo garanzie sulla vita. Rischiamo di fermare noi la vita per paura che si fermi lei. La vita è invece flusso continuo, scambio di vissuti, energie in circolo.

È veramente difficile ora muoversi secondo queste due coordinate: fiducia e prudenza.

A queste due chi crede può aggiungere una terza coordinata: capacità di affidamento.

Affidarsi non è un pensiero magico, ma pensare che la vita non è in mano nostra, ma ci è affidata e noi siamo a chiamata a proteggerla e renderla feconda.

Quando un bambino nasce non ha difese. Impariamo dai neonati. Non rimangono chiusi in casa fino ai tre mesi, soprattutto se hanno un fratellino più grande, ma non si danno in braccio a troppe persone, anche mamma e papà si lavano le mani prima di prenderli tra le loro braccia, non si portano in luoghi affollati, si usa delicatezza, eppure non li si priva di nulla e piano piano anche loro si affacciano al mondo. Impariamo da loro, dalla delicatezza verso la vita.

E affidiamoci. Ci viene in mente un versetto del Vangelo: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” (Lc 12, 32-34).

Sono due versetti che narrano possibilità di vivere: non temere, non trattenere ciò che hai, non preoccupatevi, cercate il vostro tesoro.

In questo tempo probabilmente molti di noi hanno colto nella vita stessa, fatta di normalità e passeggiate, il tesoro da custodire.

Ora che piano piano possiamo stanarci, senza mancare di rispetto alle indicazioni, cerchiamo di agire fidandoci. La fiducia ci premierà, non la sconsideratezza.

Considerare vuole dire letteralmente guardare il cielo e contare le stelle. Per contare le stelle occorre attenzione, pazienza e delicatezza. Se vivremo così, secondo l’arte della fiducia e del considerare, il male non ci sorprenderà. Nessuno è garante della propria vita. Forse questo virus (anche se non amiamo cercare lezioni da una situazione così terribile) è venuto proprio per insegnarci che non siamo superuomini imbattibili. Prima pensavamo che nulla ci avrebbe distrutto, ora cerchiamo di evitare tutto. Cerchiamo la via di mezzo, la via delle creature che si fidano e si affidano e cercano di discernere saggiamente cosa è bene e cosa è male.

Scrivere questi pensieri non è facile, perché la paura è un vissuto umano e di tutti. In questo momento ci divora. Allora ricordiamoci il ‘non temere’ per ogni giorno e andiamo avanti con fiducia e prudenza.

E quando proprio tanta paura, facciamoci accompagnare da questo salmo (Salmo 131). Ci sentiremo meno soli e spaventati.

Signore, non si esalta il mio cuore
né i miei occhi guardano in alto;
non vado cercando cose grandi
né meraviglie più alte di me.

Io invece resto quieto e sereno:
come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è in me l’anima mia.

Israele attenda il Signore,
da ora e per sempre.

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