Togliamo la maschera!

Banksy

“Togliamo la maschera!”. No, non siamo impazziti. Le mascherine chirurgiche in questo tempo sono necessarie, perché proteggono e ci proteggono. Usciamo e vediamo tutti – adulti, giovani e bambini – con metà viso coperto. Fa un po’ impressione e forse spaventa un po’. Il viso nascosto mette paura, perché ci impedisce di vedere il volto dell’altro (in latino il termine visus viene dal verbo videre). Noi entriamo in contatto con l’altro attraverso i lineamenti del suo volto che oggi ci si svela parzialmente.

In questi giorni spesso ci troviamo a immaginare sorrisi o espressioni tristi o preoccupate da dietro una mascherina.

In Italia esiste persino una legge (legge 152, 22 maggio 1975) in cui è fatto divieto di nascondere volto nei negozi e nei luoghi pubblici. Era una misura contro il terrorismo, ma questa legge sta anche chiaramente ad indicare che nascondere il volto equivale a nascondere la propria identità, tanto che è stata di recente molto discussa con l’immigrazione islamica.

Ora nessuno pensa a quella legge emanata in pieno terrorismo, ma un’altra realtà che ci fa ugualmente terrore ci obbliga a tenere mezzo volto coperto.

Eppure riusciamo a riconoscerci dagli occhi, dal modo di vestire, dall’andatura, dai capelli, da alcune caratteristiche tipiche che ci contraddistinguono.

Ci abitueremo a queste mascherine, anche se per il momento ci inquietano tanto e ci fanno sentire a disagio.

Però le mascherine ci fanno pensare alle tante maschere che spesso indossiamo, a tutte quelle maschere che ci fanno apparire diversi da quello che siamo, a quelle difese continue che poniamo tra noi e gli altri per paura di creare incontri autentici.

Diversi autori, contemporanei e non, uno per tutti Luigi Pirandello, hanno costruito intere opere sull’essere umano-maschera e sul tentativo continuo delle persone di mostrarsi diverse da come sono.

Non crediamo che sia così. Non vogliamo che sia così.

Ci piace pensare che questo nuovo tempo che si apre sia per tutti un’occasione per liberarsi da ciò che ci rende diversi da come in realtà siamo.

Non dobbiamo vergognarci delle nostre timidezze camuffandole in forme di aggressività.

Non dobbiamo nascondere le nostre ansie e paure con atteggiamenti di difesa e distacco, non ci aiuteranno a superarlo.

“Togliamo la maschera!” è un invito a liberarci dalle zavorre che ci impediscono di essere autentici.

“Togliamo la maschera!”  è un invito a non agire in determinati modi perché ‘tutti lo fanno’, ma a scegliere in prima persona riflettendo e considerando cosa sia meglio.

“Togliamo la maschera!” è un incoraggiamento a metterci davanti allo specchio, osservare i nostri volti e guardarci dentro.

Liberiamoci da ciò che non ci fa sentire liberi in mezzo agli altri, nelle nostre scelte, nel nostro vivere. Non significa fare tutto quello che vogliamo. Anzi! Significa agire in un costante dialogo con noi stessi, analizzando ciò che è bene e ciò che è male.

Dietro le mascherine possiamo ancora sorridere alle persone che incontriamo, anche se gli altri non possono vedere bene le nostre espressioni.

“Togliamo la maschera!” è un augurio che questo nuovo tempo ci predisponga a sorrisi e sguardi nuovi, fatti di autenticità e verità.

L’altro non ci vuole perfetti, ma veri e in relazione.

Allora diamoci da fare, è venuto il momento giusto.

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