Insegnare – imparare

È un po’ di giorni, anzi settimane, anzi mesi che ci riflettiamo su.

Questo blog è nato per fornire materiale di approfondimento per i nostri ragazzi e per chi non vuole vivere passivamente questo tempo. È giusto allora avere il coraggio di fare delle considerazioni. Secondo noi, al d là dell’emergenza, è impossibile pensare alla scuola come la stanno progettando e forse anche l’organizzazione di questi mesi non ha considerato tanti aspetti fondamentali della scuola.

Presto riapriranno i centri estivi. Ci domandiamo come risolveranno concretamente, al di là delle disposizioni, il problema delle misure di sicurezza. Negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia è impossibile concepire l’uso di mascherine e il mantenimento delle distanze. Nella scuola primaria e secondaria di primo grado i docenti passano il tempo ad educare i ragazzi a stare seduti e a contenerli. In ogni classe ci sono 4/5 bes e dsa e diversi studenti con disagio. Alle superiori forse può andare meglio, ma entriamo in una fascia di età delicata in cui la distanza viene concepita come malessere. Vista la situazione concreta, oltre al problema dell’istruzione vorremmo che si mettessero in evidenza queste problematiche, perché negli adulti di domani rimarranno dentro più le modalità con cui tutto questo verrà affrontato che le nozioni delle diverse discipline. Certamente noi non ci trasformeremo in gendarmi che impongono distanza e igiene. Se impostoci lo faremo, ma se tutti i docenti si assumeranno questo ruolo che ne sarà della scuola che dovrebbe essere innanzitutto relazione ed educazione alla relazione? 

Al di là delle disquisizioni intorno a settembre e i problemi seri di riorganizzare le strutture, riteniamo che occorra avere il coraggio che tutta la comunità civile faccia delle riflessioni serie su cosa sia la scuola e quale ruolo abbia nel 2020.

Noi, in questo tempo e, in realtà, in questi anni di lavoro nell’ambiente scolastico non abbiamo mai smesso di domandarci cosa sia e come debba essere la scuola. Abbiamo un punto di osservazione molto ampio, perché distribuiamo le nostre diciotto ore di lezione in altrettanti consigli di classe.

Giocando con i termini ‘insegnare’ e ‘imparare’, ci è sempre piaciuta una metafora calcistica, anche se funziona solo parzialmente.

In-segnare: il prof è come un centravanti, colui che ha tra i piedi, in mano, la sfera della conoscenza e dell’esperienza. Lui deve realizzare il goal, deve centrare la porta, cioè deve rendere efficace il tiro che ogni giorno si appresta a fare.

Im-parare: lo studente è invece come un portiere, colui che deve stare attentissimo ai movimenti del centravanti per essere pronto, quando lui scaglia il pallone, a prenderlo e farlo suo.

Nella nostra metafora, contrariamente al calcio giocato, centravanti e portiere non sono antagonisti, ma alleati verso lo stesso obiettivo.

Tralasciamo la particolarità indiscutibile delle diverse discipline, su quella ognuno potrà fare le proprie considerazioni. La nostra riflessione vuole essere in ambito educativo. I docenti, in questo senso, sono dei calciatori e gli studenti in porta devono ricevere quanto viene loro trasmesso. Quali sono i goal necessari?

Dal nostro punto di osservazione insegnando in molte classi e a diverse fasce di età, riteniamo che alcuni goal fondamentali siano:

  • educare all’ascolto
  • educare ad un senso critico
  • generare curiosità
  • educare ai diversi punti di vista
  • educare al vivere insieme e condividere
  • educare allo stupore e alla meraviglia
  • comunicare i valori appresi
  • mettersi in discussione
  • educare al rispetto di sé e dell’altro
  • rompere i muri di solitudine e isolamento
  • educare all’autonomia di pensiero e alla ricerca delle proprie peculiarità
  • trasmettere l’idea che crescere e impegnarsi costa fatica, ma anche comunicare la gioia delle conquiste
  • educare al sogno e al desiderio
  • comunicare speranza
  • educare al futuro

Potremmo continuare. Tutto questo? Sì, la scuola è tutto questo e in ciò consiste il lavoro di molti nostri colleghi, al di là delle nozioni e degli aspetti culturali che trasmettono o proprio grazie a quelli. Riteniamo soprattutto di fondamentale importanza di educare al pensiero critico e all’ascolto.

Noi abbiamo frequentato scuole diverse e spesso ci troviamo a raccontarci di insegnanti e professori che ancora ricordiamo. Spesso non ricordiamo cosa tecnicamente ci hanno insegnato, ma custodiamo l’amore per la vita che ci hanno trasmesso, a volte anche in modo buffo e goffo, come può accadere anche a noi.

La scuola è relazione.

Ci domandiamo se tutto questo può passare con una didattica a distanza e fatichiamo a rispondere positivamente. La scuola è trovarsi faccia a faccia nello sforzo immane di crescere e preparare il futuro. E, mentre i nostri ragazzi crescono, anche noi cresciamo.

Grazie ragazzi per i continui stimoli che ci date, anche in questi tempi di maggior silenzio dovuti alla didattica a distanza.

BREVE NOTA A MARGINE

Quasi ogni scritto è accompagnato da un’immagine scelta. Potevamo scegliere una foto di una scuola contemporanea, ma La scuola di Atene di Raffaello ci sembra indicata per mostrare come la relazione sia fondamentale nel processo di conoscenza e di crescita di tutti. Incontro, dialogo, confronto, conflitto, discussione, scambio sono gli ingredienti di ogni percorso formativo. Senza il confronto reciproco il pensiero non cresce.

One thought on “Insegnare – imparare

  1. Ciao Annalisa, sono veramente d’accordo con quanto avete scritto tu e Arrigo…
    È così difficile mantenere un dialogo e una relazione con la scuola a distanza!!!
    Un abbraccio grande a tutta la famiglia

    "Mi piace"

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