“Le loro idee camminano sulle nostre gambe”

Tra i virus che colpiscono il nostro mondo non c’è solo il COVID. Uno di questi, non è un’esagerazione riconoscerlo, è la mafia.

Forse le nuove generazioni sono meno spaventate, perché gli eventi associati alla mafia sono più silenziosi, meno plateali, meno eclatanti.

Chi, come noi, ricorda gli omicidi mafiosi che portano un lungo elenco di nomi, incluso quello di Giovanni Falcone, è cresciuto con un maggior timore e senso di cosa fosse la mafia.

E chi 28 anni fa aveva più di dieci anni ricorda perfettamente cosa faceva quando giunse l’annuncio della strage di Capaci. Non fu una pandemia, ma l’Italia rimase atterrita da quell’evento in cui persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie e tre uomini della scorta. Il ricordo di quei giorni fa venire i brividi.

Pochi mesi dopo fece la sua stessa fine Paolo Borsellino, altra strage che chi allora aveva più di dieci anni mai dimenticherà.

L’elenco dei morti per mafia è lunghissimo, basti pensare a Peppino Impastato, don Pino Puglisi, il fratello del Presidente della Repubblica, Pier Santi Mattarella, e molti molti altri. La storia di Italia ha un lunghissimo elenco di cui deve andare fiera. Non fiera per la mafia, certo, ma fiera per questi uomini e donne che fino all’ultimo non sono andati a patti con il potere mafioso e hanno continuato a proclamare l’importanza della legalità, della giustizia, del rispetto dello Stato.

Qualche anno fa siamo stati in vacanza a Palermo e ancora ricordiamo l’emozione della visita che un nostro amico ci fece compiere presso gli alberi dedicati a Falcone e Borsellino che custodiscono la memoria delle loro lotte fino al sacrificio della vita.

Sono trascorsi 28 anni ed è importante non tralasciare la memoria di quegli eventi, perché la mafia continua ad agire.

Opera anche in questo tempo di COVID, sfruttando distrazioni e povertà, mostrandosi alleata di chi non ha alternative e continuando i suoi giochi sporchi.

Per questo è importante ricordare, raccontare e, quando necessario, denunciare.

Un nostro studente, proprio durante una videolezione, per pura goliardia, senza consapevolezza ha scritto in chat ‘w la mafia’. Lo abbiamo interrotto, facendogli prendere coscienza dell’affermazione che stava facendo ed è stata un’occasione per fare presente quanto sia delinquente e disumano l’agire della mafia. Siamo consapevoli che quell’affermazione fosse motivata da una forma di ignoranza e superficialità, ma questo ci fa prendere coscienza di quanto la scuola serva anche a questo: fare memoria, raccontare, tramandare le storie di quegli uomini e quelle donne che hanno lottato contro la mafia e la criminalità, educare alla legalità e al rispetto delle leggi, coltivare valori etici e creare menti critiche che non simpatizzino con poteri criminali. Sì, crediamo che la scuola sia questo e che sia fondamentale un narrare di questo genere tra i banchi di scuola.

Ecco il pensiero del nostro Presidente in occasione dell’anniversario che abbiamo celebrato oggi:

https://video.corriere.it/cronaca/strage-capaci-videomessaggio-mattarella-la-mafia-ignoro-forza-dell-esempio-falcone-borsellino/fba22000-9cc7-11ea-a31e-977f755d9d62

A volte basta poco. Quante volte, anche di fronte a piccoli gesti di illegalità, rischiamo di essere omertosi, di girarci dall’altra parte, di fare finta di niente? La legalità inizia dalle piccole scelte quotidiane.

Oggi l’Italia e Palermo non hanno potuto fare cortei in memoria di Giovanni Falcone, ma Palermo e, in segno di solidarietà altre città italiane, si sono riempite di lenzuola bianche sui balconi con scritte contro la mafia.

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e molti altri con la loro morte hanno seminato consapevolezza nelle coscienze. Continuiamo ora noi a seminare legalità.

Segue il link della canzone ‘Siamo capaci…di dire no’ di Roy Paci e altri cantanti siciliani uniti contro la mafia.

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