Cosa direbbe san Francesco?

Ci sono giorni in cui ci domandiamo cosa direbbero di questo tempo uomini e donne che ci hanno preceduto, che conosciamo per la loro testimonianza forte o perchè la vita ci ha donato la possibilità di incontrarli.

Oggi che festeggiamo san Francesco, uomo di pace e di dialogo, ci viene da domandarci cosa direbbe san Francesco di questo nostro strano tempo.

Una risposta ci viene data dall’altro Francesco, il Papa attuale, che proprio ieri ha firmato ad Assisi la sua ultima enciclica dal titolo “Fratelli tutti. Sulla fraternità e l’amicizia sociale”, ispirata alla lettera di san Francesco ai fedeli.

http://www.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2020/10/4/enciclica-fratellitutti.html

Sicuramente è un testo da leggere attentamente, perché offre spunti di riflessione per l’uomo d’oggi e soprattutto proposte per una nuova umanità, più fraterna ed accogliente, come dice il primo articolo dell’enciclica: “fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita.”

Il resto lo lasciamo a una prossima lettura. Oggi la rete era già piena di commenti, ma noi vogliamo prenderci il tempo di leggere e decantare le pagine con le parole del Papa, per farle nostre e farle vita.

Però sicuramente tra quelle righe troviamo già una risposta a cosa direbbe e farebbe san Francesco che nel giugno 1219 (otto secoli fa!) si è messo in viaggio per un incontro di pace con il sultano d’Egitto, mentre tra occidente e oriente, cristiani e musulmani si fronteggiavano con violenza.

Cosa direbbe san Francesco dei migranti morti in mare o lasciati lì per giorni? Cosa direbbe lui che ha baciato il lebbroso? Forse i tentativi di risposta sono tutti retorici. San Francesco probabilmente ora possiamo ritrovarlo tra tutti quegli uomini e quelle donne che usano e vivono linguaggi di accoglienza.

E sul clima? Cosa direbbe l’uomo del Cantico delle Creature, l’uomo che ha osannato ogni aspetto del creato?

E cosa direbbe della violenza che distrugge famiglie, che fa morire ragazzini in preda al videogioco o che fa uccidere per gelosia? Cosa direbbe l’uomo che ha placato fratello lupo e che salutava tutti coloro che incontrava augurando pace: “Il Signore ti dia pace”?

Cosa direbbe san Francesco di questo tempo folle, in cui un virus ci tiene distanti, lui che abbracciava malati, poveri e uomini e donne ai margini? Crediamo che la sua parola, come è sempre stata nella sua vita, sarebbe Vangelo. E Vangelo per Francesco era cura, attenzione, capacità di denuncia, coraggio, testimonianza con la vita. E forse ci ricorderebbe di rispettarci tutti, di non dimenticare nessuno, di non utilizzare questo virus come pretesto per guerre tra noi, ma come occasione per ricordarci che siamo creature e che siamo tutti connessi, non perchè uniti dal web, ma perchè parte della stessa umanità.

Allora tutti noi, soprattutto gli adulti, facciamoci coraggio per narrazioni alternative di pace, di bene, di desiderio, di rispetto. Forse ci sembrano fuori moda, forse abbiamo paura di sembrare pazzi sognatori in un tempo in cui si parla di malattia e morte, forse abbiamo paura di dover fare vita le nostre narrazioni, eppure sono l’unica via di scampo per un mondo che sia casa per tutti, come lo sognava san Francesco e come lo desidera il Vangelo.

Francobollo che celebra gli 800 anni dell’incontro di Damietta

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