Grazie Mimmo!

Chi darà anche solo un bicchiere d’acqua fresca, a uno di questi piccoli perché è mio discepolo, vi assicuro che riceverà la sua ricompensa” (Mt 10,32)

Hanno scritto tanto su di lui in questi giorni. Non c’è molto da aggiungere. Almeno non ci sentiamo di aggiungere ulteriori commenti in merito alla sua condanna, per noi ingiusta.

Invece ci sentiamo di dirgli ‘grazie’. Sì, grazie perché i 13 anni e 2 mesi ci hanno spostato lo sguardo e l’attenzione oltre la punta del nostro naso. Ci hanno costretto a domandarci da quale parte stiamo, in che società crediamo, quale idea abbiamo di essere umano e alla costruzione di quale mondo vogliamo partecipare. Un essere umano e un mondo aperti o chiusi?

Forse Mimmo Lucano ha commesso degli errori. Ma contano più gli errori fatti o i desideri per la realizzazione di un sogno? Ha creduto in un mondo colorato e senza differenze e ce l’ha messa tutta per realizzarlo. Ha creduto in una società che abbraccia e forse ha allargato troppo le braccia.

Ai nostri figli e ai nostri studenti parliamo di lui e del suo desiderio di accoglienza, di possibilità aperte a tutti, di vita dignitosa indipendentemente dalla provenienza. E se lo ha fatto commettendo delle infrazioni alla legge, evviva un fuorilegge per gli altri. In fondo, anche Gesù è stato un gran fuorilegge ed è finito in croce per il suo continuo infrangere le norme del tempo che impedivano incontri con malati, peccatori, donne e stranieri. Mimmo ci ricorda che ci sono due modi per infrangere la legge, c’è chi non la rispetta – tra l’altro in buona fede – per gli altri e chi non la rispetta esclusivamente per se stesso. Forse poteva realizzare in modo impeccabile la sua utopia. Spetterà alla legge definirlo, ma intanto grazie per averci provato.

Grazie Mimmo per averci ricordato la possibilità di una società accogliente, di cura e tutela dell’altro. Noi vogliamo continuare a crederci. Grazie per aver costruito l’utopia di Riace, quel modello che tutti ammiravano che, forse, va perfezionato, ma che invece di condannare, avremmo potuto provare tutti insieme a migliorare, ampliare e fare diventare ‘legge’, legge dell’umano accogliente.

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