Due modi di marciare

Ci sono due modi di marciare, muoversi, manifestare e in questi giorni ci siamo trovati di fronte a queste due possibilità. C’è il camminare della violenza, dell’aggressività, del desiderio di destabilizzare l’umano, ferendo e distruggendo, come quello a cui abbiamo assistito nell’attacco di Forza Nuova alla sede della Cgil a Roma e c’è il camminare uniti per la pace, per la tutela dell’altro, per amore dell’umanità.

Che nessuno si metta più in marcia con uomini e donne che inneggiano totalitarismi violenti, forme distorte di potere, ideali disumani e che usano parole e gesti di morte.

Oggi invece abbiamo visto camminare alla sessantesima Marcia della Pace Perugia-Assisi uomini e donne unite dall’ideale della tutela dell’umanità, persone strette in nome della pace, della cura, dell’accoglienza e di ideali universali. Noi camminiamo con loro e vogliamo che sempre più persone, nelle loro quotidiane scelte di vita, si mettano in marcia con chi crede nella costruzione di un mondo di pace, in cui l’altro non è un nemico da abbattare, ma un fratello da incontrare.

Sessant’anni fa Aldo Capitini ha creduto in questo mondo in cui tutti potessero mettersi insieme per costruire linguaggi e gesti di pace e oggi trentamila persone di ogni età hanno camminato, danzato, cantato e si sono messi insieme in nome della pace.

Solo un futuro di pace è possibile con il nuovo nome della pace: I Care.

Cura dell’altro, dell’ambiente, dell’educazione, del lavoro, dello straniero, degli spazi comuni, di chi accoglie e chi viene ospitato… questo deve essere il nuovo nome della pace. La pace non usa gesti violenti e non urla, ma si diffonde con lentezza e fermezza grazie alla collaborazione costante di chi crede, nonostante tutto, in una cultura e una civiltà della pace, della cura e del noi anziché dell’io. Noi continuiamo a marciare con questi uomini e donne che credono nella civiltà della pace e, non ci vergogniamo di dirlo, dell’amore e della fratellanza. Per noi questa è vita. E come diceva ieri don Ciotti, grande uomo di pace, la pace non sia retorica, ma fatta di gesti quotidiani.

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